“Bambini” o “Stronzi”? A voi la scelta!


Mi dispiace! Ma il titolo non poteva non contenere questa locuzione! Utilizzata nel libro Il fascino discreto degli stronzi, di G.C.Giacobbe, per dare spunti su come riflettere e ripensare alla propria adultità. Per i fortunati che si sentono di averla già raggiunta invece, un valido rinforzo! Per gli altri che ancora non hanno capito bene come muoversi in questo pianeta, ecco il giusto manuale di sopravvivenza! Un linguaggio molto colorito, congeniale all’autore, magari non adatto a tutti. Sono sicura però, che come si sopportano tanti fraseggi inadeguati, in varie occasioni della giornata, qualche parolaccia in un libro che può aiutarci a vivere meglio, a soli € 16 (e in questo periodo lo trovate con lo sconto del 30% nella libreria online www.ibs.it), la si può sopportare! La più utilizzata, in questo caso, a scopo istruttivo, è riferita ad una particolare categoria di essere umani ( maschi e femmine), ossia lo/a “stronzo/a”. L’autore ci tiene, sin dalle prime pagine del libro, a specificare per bene questo termine, con cui intende, senza sprechi o giri di parole, l’adulto/a.

Il testo va via liscio come l’olio, non fa una piega… A parte quando arrivano le prime bastonate. Uno pensa che la figura dello “stronzo” sia negativa. Insomma provate a dare dello stronzo ora, proprio ora, a chi vi sta accanto, sconosciuto o meno che sia, cos’è successo? Va bé, lo immagino!

Invece qui, dopo aver dato un esauriente definizione, la manganellata arriva quando scopri di far parte, non della categoria  degli stronzi, ma di una peggiore e ben più fetente categoria, quella dei… bambini!

Cavolo, quanti aspetti da riconsiderare… quanti atteggiamenti, pensieri, cliché, da smascherare! Mi spiace dirlo, anche perché ha significato fare per me molta autocritica. Mi ritrovo prevalentemente affine al pensiero dell’autore, con questo non voglio dire di appartenere sicuramente ad una categoria piuttosto che all’altra, citate nel libro. Sicuramente ogni capitolo con cui viene descritto lo stronzo, in rapporto anche alla personalità del bambino, fa pensare che c’è un pò dell’uno e dell’altro in tutti noi. Rincuora il capire che i capitani dell’uno e dell’altro siamo noi e decidiamo di usare prevalentemente l’una personalità o l’altra anche a nostro vantaggio, o svantaggio…credo!

Dunque W gli Stronzi e per noi… Bamboccioni di 30 anni ancora a casa… Che Vergogna…

E voi di che razza siete? E se vi sentite Stronzi, come ci siete riusciti? Da dove siete partiti? Da un nuovo rapporto tantrico col sesso? Un nuovo sendi di potere? Un appartamento tutto vostro? Dalla psicanalisi????