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Il senso di autoefficacia: fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi

Dopo molto tempo rieccomi  parlarvi di qualcosa che riuguarda il nostro benessere interiore.
Abbiamo parlato di PNL, di come possiamo accrescere e raffinare le nostre capacità per raggiungere l’eccellenza e oggi voglio parlarvi di un concetto a me caro che vi farà capire quando possiamo trovare le soluzioni dentro a noi stessi, cosa ci porta a reagire nell’uno o nell’altro modo, su cosa possiamo e dobbiamo lavorare per migliorare le nostre azioni al fine di raggiungere i nostri obiettivi.
E lo sappiamo ormai: raggiungere gli obiettivi ci fa star bene, ci mette in moto, implementa ne nostre risorse, la creatività e la riuscita. Tutto ciò aumenta la nostra autostima e quindi il benessere interiore.
Ma il concetto che voglio esporvi oggi non ha nulla a che vedere con l’autostima. L’autostima è un giudizio che un individuo ha di Sé e del suo valore. E’ un’autovalutazione globale e dunque decontestualizzata. Il concetto di cui sto parlando ora è l’autoefficacia, ancor meglio “il senso di autoefficacia“.
L’autoefficacia è la convinzione di essere all’altezza di una determinato contesto e di essere in grado di cimentarsi in una determinata attività. Abbiamo già affrontato il tema delle convinzioni, e ci torneremo: la mappa non è il territorio e noi dobbiamo cominciare a sradicare certe convinzioni limitanti per poi costruirne di produttive.
Il senso autoefficacia è ben analizzato da Albert Bandura, il quale ci spiega che questo concetto “si riferisce esattamente alla convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si incontreranno in modo da raggiungere i risultati prefissati” (Bandura, 1997, p.15).

Il focus della teoria sociocognitiva di Bandura nella qua espone il concetto di autoefficacia e le sue implicazioni, sta la convinzione che la persona sia l’agente attivo del proprio destino in quanto portatore di agentività (agency), cioè la capacità di far accadere gli eventi che anticipa.
In questo sta ciò su cui dobbiamo lavorare: anticipare gli obiettivi, pianificarli, lavorare sulle nostre conviznioni di riuscita e passo dopo passo raggiungeremo i nostri obiettivi.
L’essere umano può sviluppare la capacità di riflessione e autoregolazione che permettono di agire trasformativamente sul mondo. Quindi avanti! Lavoriamo sul nostro senso di efficacia anche attraverso la PNL.
Ogni qualvolta che raggiungeremo le nostre mete avremo portato a termine un’esperienza in modo efficace e questo ci permetterà di arricchire il nostro senso di autoefficacia.
Puntare il nostro occhio su modelli di persone che ce l’hanno fatta ci permette quella che Bandura definisce ” Esperienza vicaria”: vedere persone simili a noi che raggiungono i propri obiettivi incrementa la nostra convinzione di possedere quelle stesse capacità. Perciò basta puntare lo sguardo su chi fallisce o ci modelleremo a loro! E non dimentichiamo che guardare chi ha raggiunto la metà di permette di osservare come ha sviluppato la sua eccellenza e di conseguenza possiamo applicare tali atteggiamenti.
Il concetto di senso di autoefficacia è correlato a quello di resilienza, altro concetto a me molto caro. La resilienza, ve lo anticipo, ma poi tratterò più diffisumante nel prossimo artcicolo, è la capacità, o quell’insieme di capacità, che l’essere umano è in grado di mettere in atto per affontare positivamente traumi, difficoltà, problemi, in modo da riorganizzare la propria vita nonostante la presenza di questi e trasformare il tutto in progettualità. Il senso di autoefficacia è una delle risorse che permette di sviluppare il processo di resilienza.
Guarda anche qui per approfondire: Articolo autoefficacia e scelte di vita
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Se vuoi info su scuole di PNL vai a questo indirizzo.
Tutto chiaro quello su cui dobbiamo lavorare?! Bene, allora alla prossima!

 

 

Meditate Gente Meditate!

Un tocca sana… per la nostra mente!

E’ dal lontano 1972 che studi dimostrano che meditare fa bene al cervello. Non in senso figurato, non semplicemente perchè “ci si rilassa”.  Se siete interessati all’argomento non avete che da digitare “meditazione” su google e verrete rimandati ai più autorevoli giornali di scienze che hano dedicato a questo argomento fiumi di articoli, smepre supportati da curiosissime ricerche effettuate da anni. Dovete anche fare una scelta, prima di approcciarvi a questi siti, ovvero se far sì che la meditazione rientri anche nella vostra visione spirituale della vita, come in questo sito, o se rimanga una tecnica da imparare per vivere meglio una quotidianità sempre più stressante.

E’ stato dimostrato che le pareti del cervello, o almeno di alcune parti del cervello, sembrano ispessirsi, nei soggetti che praticano la meditazione tutti i giorni, rispetto a soggetti che non la praticano per niente.

In più sembra che meditare aumenti la resistenza ad agenti stressanti, che variano da soggetto a soggetto. I primi studi sullo stress sono stati effettuati sugli automobilisti, nel pieno del traffico londinese. Hanno così scoperto che il “traffico” non influisce su tutte le persone( maschi o femmine) allo stesso modo, ecco perché alcuni, appena vedono qualche macchina in colonna si innervosiscono immediatamente ed altri invece ne approfittano per godersi la loro canzone preferita alla radio!

Per più informazioni andate su questo sito: nienteansia.it, potrete favorire la vostra cultura personale sull’argomento.

Per testare il vostro livello di stress ed ansia provate a fare qualche test, su questo sito ve ne propongo uno abbastanza completo.