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Ma quanto fa bene la musica!!!

Si sa, la musica è una magnifica invenzione. Un arte meravigliosa!

Da anni è applicata anche come vera e propria terapia per diverse patologie, usata per bambini, adulti ed anziani.

E’ dimostrato  che fin dalla nascita il cervello dell’uomo accentua il suo stato di benessere sotto l’effetto di musiche armoniose.

Se siete interessati a sperimentare come la musica possa aiutarvi a “sopportare meglio la fatica della quiotidianità”, per una diminuzione, quindi, dello stress negativo (destress) potete ascoltare musica ogni giorno, almeno con due momenti di 15/20 minuti, ASCOLTANDO SOLO MUSICA! (non heavy metal!!!) alzerete il vostro livello di sopportazione a tutti i fattori di stress.

Abbandonatevi a questi suoni:

http://www.youtube.com/watch?v=fe8NsL99o6c

http://www.youtube.com/watch?v=Mkh2qe6-t_4&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=m_rSzzopAXo&feature=related

Altri fattori positivi messi in gioco dall’intelligenza musicale sono uno sviluppo emotivo, spirituale e culturale che non è stimolato da altre arti così come con la musica e non tutti sanno che la musica può influenzare l’organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale: tale fenomeno viene denominato effetto Mozart”

Recenti studi hanno dimostrato che l’effetto Mozart “fa bene” anche a piante ed animali.. Guardate questo link!

Per scoprire il mondo della musica e della sua terapia andate su www.marcostefanelli.com, una curiosità che ho appreso leggendo proprio questa pagina è che il linguaggio, il nostro comunicare, il suono del nostro linguaggio influisce sul sistema nervoso periferico, ovvero il suono viene trasportato sino al sistema nervoso centrale e poi rimandato in tutto il nostro corpo. Cosa significa?

Che l’immagine del nostro corpo, sviluppata nella nostra mente, è anche una conseguenza del linguaggio e per tale idea il nostro corpo può essere modificato pari passo alla nostra parola

Non è una magia?

Vi lascio con il suono della natura che più mi coccola e mi piace quello della pioggia… e un pezzo di Mozart tanto per curiosità!

Buon ascolto!!!

http://www.youtube.com/watch?v=b_WeybKZLJA&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=F9PtULSbhuc

“Bambini” o “Stronzi”? A voi la scelta!

Mi dispiace! Ma il titolo non poteva non contenere questa locuzione! Utilizzata nel libro Il fascino discreto degli stronzi, di G.C.Giacobbe, per dare spunti su come riflettere e ripensare alla propria adultità. Per i fortunati che si sentono di averla già raggiunta invece, un valido rinforzo! Per gli altri che ancora non hanno capito bene come muoversi in questo pianeta, ecco il giusto manuale di sopravvivenza! Un linguaggio molto colorito, congeniale all’autore, magari non adatto a tutti. Sono sicura però, che come si sopportano tanti fraseggi inadeguati, in varie occasioni della giornata, qualche parolaccia in un libro che può aiutarci a vivere meglio, a soli € 16 (e in questo periodo lo trovate con lo sconto del 30% nella libreria online www.ibs.it), la si può sopportare! La più utilizzata, in questo caso, a scopo istruttivo, è riferita ad una particolare categoria di essere umani ( maschi e femmine), ossia lo/a “stronzo/a”. L’autore ci tiene, sin dalle prime pagine del libro, a specificare per bene questo termine, con cui intende, senza sprechi o giri di parole, l’adulto/a.

Il testo va via liscio come l’olio, non fa una piega… A parte quando arrivano le prime bastonate. Uno pensa che la figura dello “stronzo” sia negativa. Insomma provate a dare dello stronzo ora, proprio ora, a chi vi sta accanto, sconosciuto o meno che sia, cos’è successo? Va bé, lo immagino!

Invece qui, dopo aver dato un esauriente definizione, la manganellata arriva quando scopri di far parte, non della categoria  degli stronzi, ma di una peggiore e ben più fetente categoria, quella dei… bambini!

Cavolo, quanti aspetti da riconsiderare… quanti atteggiamenti, pensieri, cliché, da smascherare! Mi spiace dirlo, anche perché ha significato fare per me molta autocritica. Mi ritrovo prevalentemente affine al pensiero dell’autore, con questo non voglio dire di appartenere sicuramente ad una categoria piuttosto che all’altra, citate nel libro. Sicuramente ogni capitolo con cui viene descritto lo stronzo, in rapporto anche alla personalità del bambino, fa pensare che c’è un pò dell’uno e dell’altro in tutti noi. Rincuora il capire che i capitani dell’uno e dell’altro siamo noi e decidiamo di usare prevalentemente l’una personalità o l’altra anche a nostro vantaggio, o svantaggio…credo!

Dunque W gli Stronzi e per noi… Bamboccioni di 30 anni ancora a casa… Che Vergogna…

E voi di che razza siete? E se vi sentite Stronzi, come ci siete riusciti? Da dove siete partiti? Da un nuovo rapporto tantrico col sesso? Un nuovo sendi di potere? Un appartamento tutto vostro? Dalla psicanalisi????