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BURLESQUE CASERECCIO…

Diciamoci la verità, donne!

Guardiamoci dentro, ma anche non troppo… se qualche volta la libido, la sensualità, il sex appeal ci va un pò di traverso, forse è perché guardiamo un pò troppo… l’ERBA DELLA VICINA….

Insomma, fare i paragoni con certe “stragnocche” (passatemi il francesismo), non ci fa bene! Ognuna di noi ha SICURAMENTE qualche qualità, utile che può permetterci di accalappiare un maschio…

E per favore, siamo realiste, se dobbiamo guardare alla realtà, oltre che al nostro maledetto specchio, guardiamola da ogni lato della medaglia!

Ad esempio dal lato per cui in qualche modo, non si sa come, nella nostra testa, tutti i maschi che incontriamo dovrebbero avere una donna bellissima accanto, meglio di noi!

La realtà,secondo me, è questa: tanto quanto sbaviamo noi di fronte a certe donne meravigliose, ci sbavano pure i nostri maschietti! Guardateli bene, ma bene e non con gli occhi dell’amore! Per la stessa ragione per cui NOI non siamo le fidanzate di GEORGE, loro non stanno con la BELEN (del momento, oserei aggiungere!).

Si possono permettere uno streaptease, con un leasing,(c’è la crisi, dicono!) di certe Pupe. Così come noi per la festa della donna si va a sbavare per qualche maschio ALFA, unto e nudo!

Non possiamo dunque essere furbe e cogliere la palla al balzo e far di “necessità virtù”.

La necessità? Che in quanto donne scelte anche grazie a “SAN CASO”, possiamo permetterci di stare sul suo piedistallo! (niente fraintedimenti, grazie!). Basta mettercisi convinte!

Qual’è la virtù? Che le uniche chiappe che si possono VERAMENTE permettere di strizzare sono proprio le nostre!!!

Ebbene, lasciatevi andare dunque, e date un bel calcione a quella brutta sensazione lì, che vi impedisce di essere la Donna imperfettamente sexy!

E dateci dentro!

Tanto è risaputo, al maschio lo spogliarello piace anche se sotto il velo poi… c’è un tacchino, con la proboscide e la criniera!

Sì, lo so, così sono un pò troppo pessimista…

“Bambini” o “Stronzi”? A voi la scelta!

Mi dispiace! Ma il titolo non poteva non contenere questa locuzione! Utilizzata nel libro Il fascino discreto degli stronzi, di G.C.Giacobbe, per dare spunti su come riflettere e ripensare alla propria adultità. Per i fortunati che si sentono di averla già raggiunta invece, un valido rinforzo! Per gli altri che ancora non hanno capito bene come muoversi in questo pianeta, ecco il giusto manuale di sopravvivenza! Un linguaggio molto colorito, congeniale all’autore, magari non adatto a tutti. Sono sicura però, che come si sopportano tanti fraseggi inadeguati, in varie occasioni della giornata, qualche parolaccia in un libro che può aiutarci a vivere meglio, a soli € 16 (e in questo periodo lo trovate con lo sconto del 30% nella libreria online www.ibs.it), la si può sopportare! La più utilizzata, in questo caso, a scopo istruttivo, è riferita ad una particolare categoria di essere umani ( maschi e femmine), ossia lo/a “stronzo/a”. L’autore ci tiene, sin dalle prime pagine del libro, a specificare per bene questo termine, con cui intende, senza sprechi o giri di parole, l’adulto/a.

Il testo va via liscio come l’olio, non fa una piega… A parte quando arrivano le prime bastonate. Uno pensa che la figura dello “stronzo” sia negativa. Insomma provate a dare dello stronzo ora, proprio ora, a chi vi sta accanto, sconosciuto o meno che sia, cos’è successo? Va bé, lo immagino!

Invece qui, dopo aver dato un esauriente definizione, la manganellata arriva quando scopri di far parte, non della categoria  degli stronzi, ma di una peggiore e ben più fetente categoria, quella dei… bambini!

Cavolo, quanti aspetti da riconsiderare… quanti atteggiamenti, pensieri, cliché, da smascherare! Mi spiace dirlo, anche perché ha significato fare per me molta autocritica. Mi ritrovo prevalentemente affine al pensiero dell’autore, con questo non voglio dire di appartenere sicuramente ad una categoria piuttosto che all’altra, citate nel libro. Sicuramente ogni capitolo con cui viene descritto lo stronzo, in rapporto anche alla personalità del bambino, fa pensare che c’è un pò dell’uno e dell’altro in tutti noi. Rincuora il capire che i capitani dell’uno e dell’altro siamo noi e decidiamo di usare prevalentemente l’una personalità o l’altra anche a nostro vantaggio, o svantaggio…credo!

Dunque W gli Stronzi e per noi… Bamboccioni di 30 anni ancora a casa… Che Vergogna…

E voi di che razza siete? E se vi sentite Stronzi, come ci siete riusciti? Da dove siete partiti? Da un nuovo rapporto tantrico col sesso? Un nuovo sendi di potere? Un appartamento tutto vostro? Dalla psicanalisi????