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COMUNICARE IN MODO EFFICACE: “COME” farlo con la PNL (prima parte)

A sentire i racconti attorno a me, sembra di constatare che le relazioni che non ci fanno stare bene sono molte: con il compagno/a che non ascolta, con il capo che insulta e ignora, con l’amica/o che parla solo di sè, con la suocera che si impiccia e fa sentire un’inetta, con i colleghi che non collaborano, con la sorella che non aiuta e non capisce e così via. Quello che vorrei dirvi oggi è che il modo per agire su queste relazioni esiste! Si tratta di lavorare sulla comunicazione.
Oggi sono infatti qui a parlare di un argomento che sta diventando a me molto caro: le modalità per migliorare noi stessi ed essere più efficaci nei rapporti di ogni genere. Argomento che sto molto approfondendo attraverso la programmazione neuro-linguistica, di cui vi avevo anticipato i principi. Andate a questo sito per info sui corsi PNL.

Essere in relazione con

Parto dal presupposto che noi siamo noi perchè in relazione con il mondo. Da che nasciamo noi entriamo in relazione con l’altro da noi: altri uomini, altri oggetti, altri ambienti. Senza l’altro non esisteremmo.

Questo significa che l’essere umano è sempre e costantemente in relazione, anche quando è solo in una stanza continua ad essere in relazione con ciò che gli sta attorno.
Detto questo, rimango convinta del fatto che se noi potessimo migliorare le relazioni, o meglio ancora, i rapporti con l’altro, con le persone che ci circondandano, allora diventeremmo sicuramente più felici. Dico felici racchiudendo in questo termine tutto ciò che voi potete immaginare per voi stessi: più sicuri, più coerenti, con maggiore autostima, più a nostro agio..
Lavorare sulla relazione significa lavorare sul nostro benessere.

Mi fa arrabbiare o mi arrabbio io?

Ho sempre passato del tempo a chideremi perchè accadono certe cose quando discuto con un’amica e ci resto male per un suo comportamento, oppure perchè mi inc…zo nella relazione di coppia quando non sono capita e ascoltata, oppure ancora perchè al lavoro non vengono prese in considerazione le mie idee o perchè la mia voce viene poco sentita. E così sono quasi sempre partita lamentandomi di come mi fanno sentire alcune persone con cui entro in relazione: sono troppo rigide e accolgono altre visioni, troppo poco preparate e non capiscono, troppo piene di pregiudizi e mi fanno arrabbiare, oppure mi considerano poco, non mi ascoltano, mi giudicano etc.

Ho imparato dalla PNL che la prima cosa che dobbiamo capire nel profondo è che siamo noi abbiamo ad avere il coltello dalla parte del manico: noi ci sentiamo frustrati, noi ci sentiamo poco ascoltati, noi ci arrabbiamo, noi ci sentiamo umiliati. Non sembra una bella prospettiva vero? Il nostro compagno/a ci fa venire il nervoso e siamo “noi a innervosirci”? ma come?! Ebbene sì! E in che modo allora abbiamo il coltello dalla parte del manico?
Se provate a pensarci un attimo, dopo lo shock iniziale potrete già capire I BENEFICI: se non sono gli altri a gestire le nostre emozioni ma NOI, significa che possiamo fare molto per stare bene.
Se tutto dipendesse dal nostro capo, dai nostri amici, da nostra mamma, dal nostro fidanzato, allora sarebbe tutto finito, non potremmo far altro che continuare a star male. Se invece è vero che noi abbiamo il potere e la capacità di modificare i rapporti significa che la possibilità che questi cambino come desideriamo esiste. Come dire: se siamo noi a sentirci male, siamo ancora noi che possiamo cambiare e sentirci bene.

Dal ” Mi fai sentire frustrato” al ” Mi sento vincente”

E’ su questa possibilità che dobbiamo concentrarci. Inutile stare sui sensi di colpa o, peggio, sul dare la colpa agli altri del nostro malessere! Possiamo cambiare le cose a partire da questo presupposto.

L’essere umano ha gli strumenti per modificare la comunicazione. E se non li ha al momento può “rubargli” da chi ci riesce già!

Cominciamo a notare come le altre persone ottengono quello che vorremmo riuscire a fare noi. Se un collega riesce a ragionare col capo: come fa? Che qualità usa? Se un amico/a riesce a far riflettere il nostro/a compagno, come fa? Che modi usa? Che tono della voce usa? Osservate i modi di comunicare efficaci delle persone e riflettete.

Ora vi lascio a questi due grandi passi:

1. Riflettere su questo presupposto delle comunicazione: siamo a noi a poterla modificare.
2.
Ossevate le comunicazioni efficaci degli altri: come fanno gli altri a ottenere quello che vorremmo noi?!

Come fa quella persona che tanto ammiriamo e invidiamo a farsi ascoltare? Come fa il nostro collega a proporre le sue idee e a convincere che funzionino? Come fanno gli altri ad andare d’accordo con gli amici?

Nel prossimo articolo che arriverò a brevissimo entrerò più specificatamente nel COME cambiare le cose. Vi aspetto!

 

Il senso di autoefficacia: fondamentale per raggiungere i nostri obiettivi

Dopo molto tempo rieccomi  parlarvi di qualcosa che riuguarda il nostro benessere interiore.
Abbiamo parlato di PNL, di come possiamo accrescere e raffinare le nostre capacità per raggiungere l’eccellenza e oggi voglio parlarvi di un concetto a me caro che vi farà capire quando possiamo trovare le soluzioni dentro a noi stessi, cosa ci porta a reagire nell’uno o nell’altro modo, su cosa possiamo e dobbiamo lavorare per migliorare le nostre azioni al fine di raggiungere i nostri obiettivi.
E lo sappiamo ormai: raggiungere gli obiettivi ci fa star bene, ci mette in moto, implementa ne nostre risorse, la creatività e la riuscita. Tutto ciò aumenta la nostra autostima e quindi il benessere interiore.
Ma il concetto che voglio esporvi oggi non ha nulla a che vedere con l’autostima. L’autostima è un giudizio che un individuo ha di Sé e del suo valore. E’ un’autovalutazione globale e dunque decontestualizzata. Il concetto di cui sto parlando ora è l’autoefficacia, ancor meglio “il senso di autoefficacia“.
L’autoefficacia è la convinzione di essere all’altezza di una determinato contesto e di essere in grado di cimentarsi in una determinata attività. Abbiamo già affrontato il tema delle convinzioni, e ci torneremo: la mappa non è il territorio e noi dobbiamo cominciare a sradicare certe convinzioni limitanti per poi costruirne di produttive.
Il senso autoefficacia è ben analizzato da Albert Bandura, il quale ci spiega che questo concetto “si riferisce esattamente alla convinzione nelle proprie capacità di organizzare e realizzare il corso di azioni necessario a gestire adeguatamente le situazioni che si incontreranno in modo da raggiungere i risultati prefissati” (Bandura, 1997, p.15).

Il focus della teoria sociocognitiva di Bandura nella qua espone il concetto di autoefficacia e le sue implicazioni, sta la convinzione che la persona sia l’agente attivo del proprio destino in quanto portatore di agentività (agency), cioè la capacità di far accadere gli eventi che anticipa.
In questo sta ciò su cui dobbiamo lavorare: anticipare gli obiettivi, pianificarli, lavorare sulle nostre conviznioni di riuscita e passo dopo passo raggiungeremo i nostri obiettivi.
L’essere umano può sviluppare la capacità di riflessione e autoregolazione che permettono di agire trasformativamente sul mondo. Quindi avanti! Lavoriamo sul nostro senso di efficacia anche attraverso la PNL.
Ogni qualvolta che raggiungeremo le nostre mete avremo portato a termine un’esperienza in modo efficace e questo ci permetterà di arricchire il nostro senso di autoefficacia.
Puntare il nostro occhio su modelli di persone che ce l’hanno fatta ci permette quella che Bandura definisce ” Esperienza vicaria”: vedere persone simili a noi che raggiungono i propri obiettivi incrementa la nostra convinzione di possedere quelle stesse capacità. Perciò basta puntare lo sguardo su chi fallisce o ci modelleremo a loro! E non dimentichiamo che guardare chi ha raggiunto la metà di permette di osservare come ha sviluppato la sua eccellenza e di conseguenza possiamo applicare tali atteggiamenti.
Il concetto di senso di autoefficacia è correlato a quello di resilienza, altro concetto a me molto caro. La resilienza, ve lo anticipo, ma poi tratterò più diffisumante nel prossimo artcicolo, è la capacità, o quell’insieme di capacità, che l’essere umano è in grado di mettere in atto per affontare positivamente traumi, difficoltà, problemi, in modo da riorganizzare la propria vita nonostante la presenza di questi e trasformare il tutto in progettualità. Il senso di autoefficacia è una delle risorse che permette di sviluppare il processo di resilienza.
Guarda anche qui per approfondire: Articolo autoefficacia e scelte di vita
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Se vuoi info su scuole di PNL vai a questo indirizzo.
Tutto chiaro quello su cui dobbiamo lavorare?! Bene, allora alla prossima!

 

 

BENESSERE INTERIORE: ottenerlo con una sbirciatina a “THE POWER””

Ultimamente ho messo in secondo piano argomenti che riguardano il benessere interiore, emotivo, prediligendo argomenti soft, frivoli forse, ma inevitabilmente presenti nella nostra vita.

Tutto ciò che nell’immediato può spostare la nostra attenzione dallo stress e dai i problemi quotidiani a qualcosa di leggero e easy va benissimo, perchè, lo abbiamo detto, l’obiettivo è proprio questo, quindi tutto ok se si parla di shopping, di dove farlo, di smalti, di luoghi da visitare, di libri da leggere.

Ma rimane il fatto che tutto questo non è sufficiente, quello che non si deve perdere di vista è la nostra interiorità.

Spesso ci sentiamo come se ogni giorno fosse la copia esatta del precedente e di quello prima ancora.

Andiamo avanti per inerzia, nella solita routine: lavoro, cena, faccende, qualche uscita nel w end quando va bene.

E’ davvero tutto qui?

Davvero sarà il solito inverno in cui attendiamo qualche ponte per organizzare un w end che poi magari, presi dalla quotidianità, non organizziamo nemmeno e finiamo per stare a casa a recuperare le pulizie di primavera che non siamo riusciti a fare, o facendo al massimo una cena con gli amici?

Terminate le vacanze e gli svaghi estivi, sono sicura, troppo brevi per tutti, questo non può e non deve essere il nostro obiettivo!

Non programmare nulla fa si che ci incupiamo, che veniamo risucchiati dalla monotonia, e senza renderci conto i giorni passano continuando a parlare di quante cose negative accadono nel mondo, di quanto stiamo male e di quanti pochi soldi abbiamo nel portafoglio, coprendoci così di una cappa di malumore e negatività.

E tu? Vuoi davvero ricominciare così?

Ci sono miliardi di libri dedicati allo star bene, a migliorare la nostra vita, le relazioni, corsi, teorie, filosofie.

Quello che ho imparato da uno di questi è che parlare sempre in negativo di tutto lamentandoci anche di quello che in realtà non ci infastidisce davvero così tanto, ci rende cupi e predisposti ad altra negatività.

Può essere forse eccessivo per qualcuno, pura follia per altri, ma c’è questo libro che mi è stato consigliato tempo fa da una cara amica che per anni ho ignorato pensando che fosse qualcosa di impossibile, sciocco, tutte idee scritte da chi in realtà sta già bene.

Il libro di cui sto parlando è “The Power” Di Rhonda Byrne, autrice anche di “The Secret“, e “The Key“, forse più famosi. Andate qui se volete vedere tutte le pubblicazioni dell’autrice.

Mai sentito parlare di legge di attrazione? Forse sì e pensi che sia la più grande c—–a del secolo.

In effetti l’ho pensato fortemente anche io per molto tempo!

Ma senza leggere e sperimentare è troppo semplice scartare e denigrare a priori qualcosa.

Così un giorno mi sono decisa, esattamente come si fa quando si prova una nuova marca di biscotti o di yogurt, ho comprato un  libro che non avevo mai pensato di acquaistare, di leggerlo tranquillamente e di vedere se c’era qualcosa di sensato in tutti quegli strani discorsi che mi dicevano che se voglio qualcosa, qualsiasi, la posso ottenere attaendola a me!

Non so tu ma io desidero stare bene, cerco il benessere emotivo e non solo, ma credo che star bene con noi stessi sia una delle cose fondamentali, insieme alla salute.


Io l’ho letto e ho provato a mettere in pratica qualcosa. Non sono bravissima e non dico di aver ricevuto quello che c’è scritto.

Credo anche di essermi impegnata ben poco, ma posso testimoniare che il mio spirito è decisamente migliorato: sono più attiva, più positiva, più energica, reagisco alle cose in modo completamente diverso e ho voglia di mettermi in gioco.

Allora magari una sbirciatina senza troppi preconcetti questo libro lo merita!