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Genitori e Figli

Bambini che non vogliono vestirsi: come fare

Sono mesi che i bambini stando in casa si sono accomodati al pigiama o alla tuta, e forse i genitori hanno creduto di poter dire addio alle lunghe lotte per decidere cosa indossare. Tanto meno c’era l’urgenza di sollecitarli di farli vestire in fretta per uscire di casa. Le nostre abitudini stanno riprendendo e quando inizierà la scuola, ripartiranno anche molte routine, alcune funzionali, altre disfunzionali. Non facciamoci cogliere impreparati!
E’ capitato a qualsiasi genitore di non riuscire a convincere il proprio figlio ad indossare il vestito proposto nei tempi utili. Cosa succede? Si fa tardi, il bambino piange, fa i capricci, il genitore si carica della frustrazione di non fare in tempo, di arrivare in ritardo a scuola, al lavoro, sale l’ansia, la rabbia, si urla ancora di più, e il bambino non collabora. E poi cosa segue? Si cede e si fa indossare al bambino quello che vuole, gli si concede e promette il possibile (e l’impossibile a volte) ricorrendo a ricatti (se tu adesso ti vesti la mamma ti compra un gioco stasera), magari facendo scappare strattoni e frasi poco affettuose nel mentre del tira e molla. E l’uscita sarà con le lacrime e con il genitore che ancora in macchina sino all’entrata di scuola borbotterà per la fatica, per poi sentirsi in colpa se è sfuggito qualche comportamento o qualche frase carica di rabbia.
Tutto questo logora, ed insieme a molti altri scontri, a lungo andare, fa provare la sensazione di non essere bravi genitori. Nell’immediato causa stanchezza, irritabilità, si arriva al lavoro con un atteggiamento che sicuramente, almeno per le prime ore, non attiva il meglio di noi ed il bambino, a sua volta, comincerà asilo o scuola appesantito e non ricettivo con la conseguente difficoltà di relazionarsi in modo efficace e produttivo.

Come mai i bambini non vogliono vestirsi, scappano e si oppongono proprio in questo momento così delicato della giornata, quando non c’è tempo ?


Perchè sanno che noi non possiamo fare a meno di esserci. Non c’è preparazione della cena che tenga, lavatrice, cellulare, impegno con zii, nonni, vicini di casa.
Tra colazione e vestizione il genitore non ha scelta: è presente. Il genitore c’è e non esiste nulla che possa esimerlo dallo stare col bambino: e tutti i bambini lo sanno!
Siamo sempre presi, di corsa, di fretta, con mille impegni e non è facile riuscire a dedicare attimi privilegiati esattamente quando nostra/o figlio ne ha bisogno. I bambini allora si riprendono l’attenzione e lo fanno anche quando le nostre risposte non sono quelle corrette: urliamo, sbuffiamo, li sgridiamo, ma siamo lì.
Questo è il presupposto da tenere presente quando siamo dentro alla lotta di potere della mattina.
Ma vediamo nel concreto una delle opzioni pratiche possibili per abbassare lo stress e gestire meglio la situazione.

Come fare a convincere il proprio figlio ad indossare abiti consoni e in tempi adeguati?

I bambini hanno bisogno di sentirsi autonomi. Non possiamo però concedergli tutto per convincerli a fare in fretta. Questo è il punto. Ma possiamo aiutarli a rendersi indipendenti senza lotte inutili concedendo loro ascolto e presenza attiva.

Quello che vogliono i bambini è essere visti e riconosciuti anche nella conquista delle loro autonomie

E’ giusto che rivendichino il poter prendere delle decisioni.
E’ così che si cresce: provando e riprovando a fare l’esperienza che si vuole apprendere. Il genitore non deve sostituirsi in ogni cosa. La parola d’ordine è sempre accompagnare, non prendere il loro posto.

Quindi? Come si fa quando si hanno i minuti contati?

Proporre una scelta

Una scelta tra due, e solo due, outfit completi. Al genitore spetta il compito di preparare la sera prima o poco prima due opzioni comprensive di scarpe, giacca, tutto l’occorrente, sul letto del bambino. E’ utile che il bambino non veda questa preparazione, altrimenti sarebbe tutto inutile.

“Scegli tu cosa metterti tra queste possibilità! Mi raccomando immaginati con entrambi i vestiti. Ti stai immaginando? Bene! Con quale colore ti piaci di più? Bravo! Adesso mentre la mamma decide che giacca mettersi, tu portami quello che hai sicuramente già scelto come il tuo vestito preferito di oggi”.

Questo è un esempio. Chiaramente la frase andrà calibrata per età e linguaggio personale. La cosa fondamentale è far passare al bambino la certezza del genitore che lui/lei sarà in grado di scegliere e che, anzi, lo sta già facendo. Mettersi da parte per qualche secondo dando fiducia e accogliere la scelta e una mossa rafforzativa.
Ricordatevi il rinforzo positivo. “Ottima scelta! Adesso vestiti così poi ti potrai specchiare e vedere il risultato!”.
A questo punto sarà tutto più veloce. Se il bambino è piccolo lo aiuterete a indossare gli abiti e lui collaborerà perché sereno e fiero di sé e di essere stato visto. Se il bambino è già autonomo in questo compito lo farà con piacere. Ricordatevi di sottolineare sempre quello che il bambino è stato in grado di fare. Accrescerà la sua autostima e la volontà di replicare quel comportamento.
Ditegli “ottimo lavoro!”.

Immaginatevi farlo. Proprio come se fosse un film che state guardando. Staccate pure un attimo gli occhi dall’articolo. Cosa cambia rispetto alla scenetta del genitore che urla? Cosa succede se dite le frasi suggerite? Com’è la vostra postura mentre lo fate? Il vostro tono di voce?

Comprendere cosa spinge il bambino, accogliere, cambiare modalità comunicativa

La cosa basilare da fare per cambiare la risposta del bambino è modificare i nostri comportamenti.
Pensiamo, e mi rivolgo ora alle donne: abbiamo provato un nuovo colore di rossetto e non ci piace l’effetto. Per niente! Lo metteremo ancora? Sicuramente no.
Lo stesso vale per il nostro modo di comunicare a nostro figlio/a.
Se una scelta comunicativa risulta quella sbagliata perché ripeterla ogni mattina? Darà sempre l’effetto che non vogliamo!

Scommetto che poco prima del momento della “vestizione” tutti noi abbiamo già visualizzato come andrà a finire e siamo già in ansia prima ancora di iniziare. Immaginate invece e osservate cosa succede se cambiate tono della voce, postura e strategia? Molto meglio, giusto?

Creare una routine piacevole

E mi raccomando, sono certa che non avete imparato a guidare la macchina in una sola lezione.
Non era così facile all’inizio coordinare i piedi tra freno, frizione, acceleratore, vero? Credo che oggi non ci dobbiate nemmeno più pensare, è tutto automatico!
Occorre allenamento! E occorre costanza affinché il bambino interiorizzi la routine. Quando vostra/o figlio capirà che effettivamente siete disposti a dedicargli del tempo attivo e presente allora quello della vestizione potrà addirittura essere un vostro momento privilegiato vissuto in serenità.