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Benessere psicologico

Oltre l’essere mamma: ritrovare la Donna che c’è in te

Nella mia esperienza con le tante mamme mi è capitato molte volte di sentire soffocato il richiamo della donna che l’essere mamma spesso relega nell’ombra, quasi le due cose non potessero coesistere.
L’essere umano è molte cose contemporaneamente. Questo è un concetto che fatichiamo a fare nostro perchè convinzioni limitanti costruite nel tempo, luoghi comuni e pensieri ci fanno credere che non debba esistere e coesistere in noi un buono e un cattivo. Io sto semplificando ma pensate a quanto a livello inconsapevole il diventare mamma si scontra con l’essere una donna passionale nella vita di tutti i giorni.
Quello che serve è ristrutturare l’idea che una mamma non possa provare desiderio e soprattutto pensare a se stessa.
Forse quest’ultima affermazione avrà particolarmente toccato le corde che volevo solleticare. “Una mamma che pensa a se stessa non è una brava mamma. Una mamma che si occupa di sé, che esce, lascia il bambino a casa, soprattutto quando è piccolo, è una mamma egoista”. Quante di queste farsi avete sentito uscire dalle bocche di altre mamme davanti al cappuccio della mattina in un bar dopo aver accompagnato i figli a scuola? E, soprattutto, quante volte ve lo ha ripetuto la vostra voce interiore?
E’ davvero così o dentro voi sentite l’istinto di cercare quella donna che eravate prima della gravidanza, prima del matrimonio: indossare un bell’abito, truccarvi, indossare un paio di scarpe eleganti, spruzzarvi qualche goccia di profumo e uscire a cena con il vostro compagno, riassaporare la sensazione di un bacio passionale o prendere un aperitivo con le amiche ridendo e scherzando di qualcosa che non c’entri per forza con vostro figlio?


Ed è esattamente l’impulso a recuperare la vostra parte femminile che dovete cavalcare. Quell’istinto, quel desiderio di recuperare l’essere donna è ciò che salva voi stesse, la vostra relazione e anche la relazione con vostro figlio.
Quanta frustrazione si nasconde dietro all’idea di “buona madre“? Stupende emozioni, un mondo completamente nuovo fatto di amore incondizionato neanche lontanamente immaginato prima, pienezza, ricchezza interiore. Ma c’è una fatica legittima, la stanchezza, la difficoltà a prendersi cura di sé per i nuovi ritmi, i pianti da gestire, tante nuove cose da imparare. Questo vale per i primi mesi ma c’è un momento in cui le cose tendono ad assestarsi. E’ quello il momento in cui, se non lo si è fatto prima, occorre prendersi per mano e ricordarsi che dentro di noi non esiste solo la mamma tuttofare.

Diciamocelo, quanta frustrazione e delusione, a lungo andare, nell’essere vista dal proprio compagno solo come “la mamma“? Bello all’inizio, straordinario, un sogno realizzato, un nuovo modo di guardarsi e viversi. Il”buongiorno mamma” riempie il cuore, non è così? E poi? Dopo i primi sei mesi, dopo un anno?Due?


Manca qualcosa vero? Manca il corteggiamento, manca la passione? Manca quello sguardo che nota la nostra bellezza?

Come si fa a ritrovare del tempo per sentirsi donna?

La mente, al solo pensiero, avrà già detto: “eh sì, ma come faccio, facile dirlo di prendersi del tempo! Ma tra l’accudimento, i panni da lavare e stirare, la casa da pulire, il lavoro, mio marito che collabora poco, io sono così stanca che riesco solo a mettermi in pigiama. Non ho nemmeno il tempo di pensare”.
Se qualcosa ci ha insegnato questa pandemia è che il tempo è prezioso. Non solo è prezioso perché passa e non possiamo più fare le stesse cose che desideravamo a un certo punto. Il tempo ci serve per costruire quello che sarà.
Se ci prendiamo del tempo adesso evolviamo giorno per giorno.Viviamo. Allora come si può fare?

Domandiamoci questo: cosa mi impedisce davvero di prendermi 15-30 minuti, per una doccia o un bagno tutto per me? Cosa posso organizzare affinché io abbia questo tempo solo mio? Un tempo vero attenzione! Non un tempo in cui sono nella vasca ma sento piangere il bambino in braccio al papà e mi affretto per uscire a prenderlo in braccio. Un tempo vero, un tempo di presenza a te stessa. Immaginalo, la via migliore per trovare le soluzioni è immaginarti della situazione desiderata e sentire tutte le emozioni che proveresti nell’assecondarti. Chiediti “come posso fare per fare questo? Sono sicura che qualche idea vi è venuta.

Come assecondare il desiderio di stare con sé e imparare a delegare in collaborazione

Allora assecondatela quell’idea. Il papà, l’amica, gli zii, il nonno, saranno ben lieti di avere l’esclusiva delle coccole per un po’, ve lo assicuro. E diamo loro fiducia. I bambini piangono, anche con le mamme, i bambini piangono soprattutto con le mamme legittimamente stressate ed esauste. Allora lasciamo che se ne occupino le persone che vogliono bene al bambino mentre ci si prende il proprio tempo. Il papà, il nonno, la zia, non farà esattamente quello che faremmo noi ma troveranno, volta dopo volta, un modo esclusivo per entrare in rapporto con il bambino/a. Così si costruiscono le relazioni. Sono sicura che ogni mamma desidera buone relazioni di affetto per il proprio figlio.

Scegliere cosa fare nel tempo dedicato al mio essere donna

Cominciate allora con il decidere la cura estetica che più preferite e che più vi è mancata, dopo un bagno o una doccia calda: una maschera al viso, mettere una crema corpo profumata , sistemate i vostri capelli senza pensare a niente. Come se doveste prepararvi per un’ uscita piacevole. Avrete tempo di raccogliere i capelli più tardi, adesso ridate quella piega che da tempo i vostri capelli non hanno più.

Qualsiasi cosa cosa scegliate di fare la cosa importante è essere presenti a voi stesse.
Percepisci nelle mani la consistenza della crema, odora le note profumate, osserva ciocca per ciocca i tuoi capelli mentre prendono forma. Stai con te stessa. Senti il corpo rilassarsi. Inebriati del tuo profumo. Il nostro cervello rinasce quando attiviamo l’olfatto. Deve essere un momento all’insegna della cura estetica. Una cura estetica che cura l’anima.


Come chiedere al proprio compagno di passare del tempo insieme.

Sì: sarebbe magnifico che lui notasse la differenza dopo questa cura di bellezza e che ci corteggiasse senza chiedere ma ricordiamoci che non tutti gli uomini sono uguali, e che anche l’uomo è assorbito dal nuovo ruolo di papà e ha bisogno di ricordarsi che di fronte a sé non trova solo la mamma di suo figlio ma la Donna che prima di tutto ha desiderato. Allora, ha senso attendere lui? Ha senso sentirci frustrate se non si accorge subito del nostro cambiamento? Riabituiamolo al nostro essere donne. Intanto pensiamo a questo: sarà molto felice di fare il papà mentre ci occupiamo della nostra femminilità, sapendo che ci rivedrà desiderose di baci e abbracci, non solo destinati a nostra/ figlio. Sono certa che l’esercizio dell’immaginazione troverete il modo di farvi notare. Vero?

L’energia primordiale dell’essere donna: l’energia che aiuta la coppia e il rapporto con il proprio figlio/a

Risvegliare l’essere donna è risvegliare i sensi, l’energia, la vita che c’è dentro di noi. E questo si percepisce all’esterno e ha sorprendenti effetti.
Per fare questo è necessario ricordare a voi stesse che un’ora dedicata con presenza a se stesse e alla coppia è qualcosa che vi ricarica di energia che poi potrete dedicare attivamente al vostro bambino/a.
Quante volte accade che stremate dalla fatica, dai pianti e dagli impegni non riuscite a godervi la presenza del vostro piccolo/a? E’ tutto normale ma come in tutte le cose serve una ricarica. Prendersi del tempo e arricchirsi di buone emozioni, di passione, guardarci essere donne risveglia un’energia primordiale che influenza positivamente ogni nostro rapporto.

Come affrontare il senso di colpa: poche mosse

Non Mi sono dimenticata del senso di colpa. Potrebbe essere che inizialmente un certo lo proviate e che questo possa farvi vacillare. E’ normale. Ristrutturare convinzioni e luoghi comuni richiede dei passaggi. Accogliete il senso di colpa. Ricordate a voi stesse che quella è la voce di luoghi comuni che opprimono il vostro essere donna e che avete tutto il diritto di fare quello che state facendo. Pensate a questo: che donna vorreste fosse vostra figlia? E’ piccola adesso ma quando crescerà come potrà essere felice: libera dalle gabbie mentali che imprigionano nella frustrazione o relegata in un unico ruolo concesso? L’unico modo che avete per insegnare la libertà è essendo libere, dando l’esempio. E che uomo vorreste che fosse vostro figlio? Un buon compagno collaborante che rispetti la donna al suo fianco, vero? Come potete insegnarlo? Essendo una donna a tutto tondo. Cominciate con piccoli passi e godete di quei momenti sentendo la passione crescere dentro voi stesse.

Le parole d’ordine sono dunque: ascoltare l’istinto passionale che c’è in noi, accogliere la donna oltre che la mamma, aiutare la donna a emergere e a coesistere con la mamma. Lasciate che l’immaginazione vi guidi. Chiudete gli occhi e pensate alla parte donna di voi: com’è vestita? Quale espressione ha il volto? Dove si trova? Osservatela curiose, familiarizzate con lei e facendo questo, sono certa che idee nuove vi stuzzicheranno senza alcuna fatica.