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Benessere psicologico

Paura del Cambiamento: come uscire dalla Zona Comfort senza impazzire

Cambiare lavoro, cambiare città, cambiare atteggiamento per allontanare una persona che ci causa malessere, cambiare modo di comunicare con un figlio adolescente, cambiare modo di rispondere al partner durante i litigi. Il cambiamento è in tutto.
Anche nell’imparare a dire tutti quei no che non riesci a dire e che poi ti rendono infelice.
Succede che stiamo male in una data condizione ma, diciamoci la verità, pensiamo che sia impossibile cambiare le cose o troppo difficile per noi oppure ancora per la situazione difficile del contesto in cui viviamo.

Non ne posso più del mio lavoro, è uno stress continuo, i capi non hanno la minima intenzione di ascoltare, non c’è comunicazione, i colleghi non collaborano, è una lotta continua.
Allora bisogna cambiare!
“Sì, però lo stipendio mi serve, non posso permettermi di lasciare senza avere un’alternativa, come faccio a cambiare proprio adesso con la crisi, ma poi chi vuoi che mi prenda alla mia età, oramai cercano solo ragazzi senza esperienza per pagarli poco, cambiare ruolo è difficile, dovrei cominciare da zero, poi tanto i colleghi che ti mettono i bastoni tra le ruote li trovi dappertutto, tanto vale rimanere dove sono”.

Non ne posso più delle persone che ti cercano solo quando hanno bisogno loro. Quando tocca a me non c’è mai nessuno.
Io comunque ci sono sempre, ascolto, aiuto e quando sto male io, mi devo arrangiare. Allora bisogna cambiare atteggiamento!
“Sì, però io non sono capace di dire no, non sono come te, tu sei diversa, tu sei più forte, a me viene l’ansia, e poi anche quando riesco a dire di no poi mi sento in colpa e va finire che faccio lo stesso quello che mi chiedono le persone”.

Queste sono solo due delle situazioni critiche in cui è possibile trovarsi e che richiederebbero un nostro cambiamento. Eppure appena ci si prospetta l’opzione di farlo, la nostra voce interiore ci mette davanti all’impossibilità e/o l’incapacità di riuscirci e finiamo per continuare a stare dove stiamo pur stando male.

Vorremmo uscire da una data situazione che ci rende frustrati, arrabbiati, ingabbiati e tristi ma non riusciamo.
Come mai? Cosa ci impedisce di attuare dei cambiamenti?

Qualcuno parla di resistenza al cambiamento e di una nostra zona comfort nella quale restiamo.
E’ così comodo in effetti!
Diciamocelo: è tutto difficile e non ci piace ma sappiamo prevedere cosa accade in quella zona. Paradossalmente è familiare.
Questa sensazione di prevedibilità degli eventi, pur negativi che siano, ci dà l’illusione di potercela cavare perché è quello che facciamo da sempre.
Il problema è che per continuare costantemente a stare dentro alle situazioni nocive che ci fanno stare male, utilizziamo una quantità di energie stravolgente che il più delle volte si ripercuote su di noi psicologicamente e anche fisicamente. Non siamo felici.

Ci sono restata un sacco di volte in questa zona, non pensiate che l’essere educatrice e pedagogista protegga dalla famigerata zona confort. Succede anche a chi sa!
La differenza è che con un bagaglio di conoscenze nuove si possono andare a stimolare nuovi apprendimenti e riflessioni utili a uscire da quella zona che tanto ci sembra confortevole e che invece diventa, a lungo andare, la nostra prigione.

I passi per uscire dalla zona comfort e cambiare

C’è una parola che uso spesso quando le persone mi raccontano di non farcela più in una data situazione: accorgersi. Non è immediata la comprensione di ciò che intendo. La nostra mente non è abituata a fermarsi.
Allora chiedo loro di scegliere un’immagine del problema che vorrebbero risolvere. Un’immagine specifica e di osservarsi.
Accorgersi significa essere presenti a se stessi e osservarsi senza giudizio mentre si provano emozioni sgradevoli. E’ sentire davvero ciò che sentiamo stando fermi per un momento con quelle emozioni.
Accorgerci di noi stessi, delle parole che ci diciamo e delle nostre emozioni è il preludio necessario di un cambiamento.
Se ci ri-conosciamo poi sapremo dove vogliamo andare.

1. Osservarsi senza giudizio: come si fa

Abbiamo preso un momento per fermarci e siamo con noi stessi e con le nostre emozioni di tristezza, insoddisfazione, delusione, rabbia, dolore. Occorre meno tempo di quel che si creda.
Bene! Ora dobbiamo dirci “Va bene così”.
Ma come? Devo cambiare qualcosa di me ma devo dire che vado bene così?
Esatto! E’ osservandoci e accogliendoci nel momento down e senza ripeterci che non potremo mai riuscire a fare qualcosa che gli altri riescono a fare che cambieremo.
E’ stare in silenzio a vedere e sentire spegnendo il dialogo interno con il quale ci giudichiamo. E’ semplicemente stare fermi.
Quanto vi è servito fino adesso darvi degli incapaci?
E allora cominciamo ad accettare che a volte siamo sconsolati senza chiederci il perché, che ci comportiamo come bambini che da soli non possono affrontare tutto perché evidentemente abbiamo dei bisogni; che siamo arrabbiati neri, evidentemente perché è un periodo in cui troppe cose non vanno per il verso giusto e siamo bloccati; che siamo tristi, evidentemente perché ci sta accadendo qualcosa che risveglia questo sentimento.
Va bene così.
Siamo umani e quello che proviamo va accolto, non scacciato.
Meglio ancora se nell’osservarci riusciamo a dare un’immagine alle nostre emozioni.

2. Sentire la pace interiore che affiora mentre accogliamo le emozioni

Cosa succede quando ci accorgiamo di provare tristezza, rabbia, senso di incapacità, frustrazione e le osserviamo nel loro essere?

Fallo, osserva e astieniti dai giudizi, inizierai a sentire che le tensioni si allentano e dentro di te comincerà a farsi strada un’emozione e una sensazione diversa: una sorta di pace interiore che ti renderà più lucido e ricettivo e ti permetterà di ascoltare quello che queste emozioni vogliono dirti:

Alle volte di diranno che c’è un pericolo che forse è più grande di quello che hai sempre immaginato, alle volte ti diranno che dentro di te c’è un’energia vitale e creativa che hai fino ad ora soffocato e che ha voglia di esplodere.

3. Porsi le giuste domande ci permette di uscire dalla Zona Comfort

  • Che qualità possiede una persona capace di fare esattamente quello che vorrei fare io?
  • Cosa pensa di se stessa mentre lo fa?
  • Come ha fatto ad imparare a farlo così bene?

Noi non dobbiamo diventare cloni di nessuno ma abbiamo una gran fortuna: un cervello che possiamo allenare ad apprendere. Saremo sempre diversi dai modelli che ci piacerebbe imitare ma possiamo imparare ad arricchire la nostra cassetta degli attrezzi osservando gli altri e incominciando, un passo alla volta, a fare dei piccoli esperimenti.

4. Iniziare ad apportare modifiche nel proprio comportamento ed osservare cosa accade intorno a noi

Porci obiettivi realizzabili.
L’obiettivo non è cambiare lavoro da un giorno all’altro, mollare tutte le persone che ci circondano in un sol colpo perché non riusciamo a comunicare con loro, abbandonare la casa che non ci piace acquistando la prima vista, o dicendo di no a raffica a chiunque ci chieda un favore.
Si tratta di apportare modifiche nei nostri atteggiamenti e sperimentare la risposta che questo attiva intorno e dentro di noi.
Iniziamo a fare cose diverse da quelle che facciamo sempre e che conducono, ovviamente, allo stesso risultato: l’infelicità.

5. Cambiare deve essere un processo a partire dall’accettazione di sé: sperimentarsi in nuove azioni, ancora e ancora, provandoci gusto a farlo

Ognuno di noi ha una cassetta degli attrezzi. C’è chi ha più attrezzi e chi di meno. Ma tutti ne abbiamo di diversi.
L’importante è utilizzarli per capire a cosa servono, sapendo di poterli riporre e di riutilizzare ad ogni bisogno.
La bella notizia è che quelli che non abbiamo possiamo procurarceli!

Rispettando il passo dell’accettazione, metterci in azione sarà molto meno difficile di quel che ci immaginiamo perché incontreremo dentro di noi le risposte che cerchiamo.
Il cambiamento è automatico quando diamo voce alle nostre risorse interiori e allora saremo spinti a tentare nuove strade con semplicità, senza forzare nulla.

Sperimentandoci in nuovi percorsi potremo imparare e arricchire la nostra personale cassetta e uscire così dalla Zona Comfort.
Così risponderemo all’appello delle parti di noi che per fin troppo tempo abbiamo represso.
Non vedono l’ora di uscire allo scoperto! Per questo si fanno sentire!!! Se non ci accorgiamo di loro urleranno più forte!
Si fa sempre in tempo ad aggiustare il tiro ma solo cominciando a fare quel qualcosa che ammiriamo negli altri potremo apportare miglioramenti utili a cambiare in meglio la nostra vita.